Su richiesta sono disponibili informazioni su percorsi di pesca ad Arezzo
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Sentieri di Pesca

Il territorio della Toscana è ricco di corsi e specchi d’acqua, che in questa breve guida andremo a indicarvi, per poter arricchire il vostro soggiorno con l’emozionante esperienza della pesca. I vari luoghi indicati sono distinti in base alle specie insidiabili e alle tecniche, alcune delle quali sono davvero inusuali.

Il fiume Arno

Questo fiume, ben noto per il suo decorso e la storia dei territori e delle città che attraversa, è poco distante dalla Casa Vacanze. Questo fiume offre moltissimi spot per diversi tipi di pesca: dal classico galleggiante col verme, allo spinning, al morto manovrato, alle boiles, ai pezzi di frattaglie e seppie macerate. La fauna presente nell’Arno è infatti molto ricca: non a caso, a solo 1 km dalla casa vacanze si trova un campo gara internazionale dove ogni anno la FIPSAS organizza eventi che richiamano pescatori da tutta Italia e non solo.

L’ex Campo Gara Internazionale

Questo campo si estende, inoltre, molto vicino a un ponte antichissimo: il Ponte Romito, un ponte in pietra di cui oggi rimangono solo delle rovine, ma che fu costruito da Annibale per discendere alla volta di Roma con il suo esercito e i suoi elefanti. Il tratto di fiume presenta una profondità abbastanza costante da 4 a 7m, a seconda dell’apertura della diga, ed ha un fondale di roccia e fango, nel cui letto sono presenti alcuni alberi caduti, ripari graditissimi ai pesci predatori.

 

Questo habitat così vario ospita infatti diversi tipi di pesci: non mancano le catture di carassi, carpe regina, carpe specchio, barbi, cavedani, alborelle, persici sole e persici reali, mentre si è molto indebolita la presenza dell’anguilla, decimata dai numerosissimi siluri e pesci gatto presenti nell’intero fiume, a cui dedicheremo un paragrafo a parte. Le tecniche più utilizzate sono: il galleggiante, con bigattino, lombrico, mais o boiles, la pesca a fondo con le medesime esche e la roubasienne, al fine di catturare carpe, carassi e altre varietà di ciprinidi.

 

È efficace utilizzare artificiali e ondulanti di piccole dimensioni per cercare di catturare i persici reali o per constatare la presenza di boccaloni nei pressi di alberi sommersi o affioranti. Come è ben evidente in foto, è presente una strada a lato del fiume, che permette sia il passaggio che il posteggio dell’auto.

L’Oasi Naturale della Valle dell’Inferno e Bandella

Attraversando questo parco naturale, si arriva a una particolare ansa del fiume Arno, dove si affaccia un piccolo molo: questa è la postazione ideale per poter mettere in acqua le nostre lenze, soprattutto per coloro che sono alle prime armi.

 

Oltre a offrire di una vista molto suggestiva, la zona è ricca di grosse carpe, che spesso saltano in maniera spettacolare (nonché rumorosa) davanti ai pescatori. Il fondale è di circa 2 – 4 metri ed è prevalentemente fangoso. Data la composizione del fondale, non è trascurabile la presenza di pesce foraggio: ciò implica l’inevitabile afflusso di pesci predatori, che rendono noto il loro passaggio con le repentine fughe dei piccoli pesci a pelo d’acqua.

 

Il molo rende possibile anche la navigazione: anche i curatori del parco infatti dispongono di una piccola imbarcazione utilizzata per delle mini-crociere sul fiume. Chi disponesse di un mezzo natante proprio (barca con motore elettrico, canoa o belly boat) può impiegarlo anche a scopo di pesca oppure per dirigersi in qualche approdo naturale altrimenti irraggiungibile a piedi. In questo caso consigliamo di utilizzare la tecnica della pesca a mosca, vista la vitalità dei pesci che qui sono completamente selvatici.

 

In quest’area è altrettanto consigliabile l’utilizzo di mais (previa pastura) o di esche più odorose quali il lombrico o le boilies con galleggiante o a fondo, ed è piuttosto efficace la pastura a pellet per attirare i pesci verso le nostre esche. Per quanto riguarda i predatori, l’utilizzo di cucchiaini non è molto funzionale vista la presenza di vegetazione e alghe, invece il morto manovrato risulta più valido come metodo. Trovandoci comunque in una riserva naturale, non è difficile scorgere altri tipi di fauna: garzette, aironi, martin pescatori, nitticore e altri uccelli acquatici che verranno sicuramente a farci compagnia durante le battute di pesca, mentre, se si è fortunati, riusciremo a scorgere in lontananza qualche fagiano, cinghiale, capriolo o daino.

Siluri e pesci gatto

Considerati come dei veri e propri mostri d’acqua dolce, questi voraci predatori si sono ormai da anni insediati nelle acque del fiume Arno. Mentre la presenza del pesce gatto era documentata già da diverso tempo, il siluro si è recentemente stabilito in queste acque, creando un grosso danno all’ecosistema esistente, essendo un pesce onnivoro e molto vorace.

 

Originario del Danubio, non trova in Arno alcun predatore e poiché non ha limiti di crescita raggiunge dimensioni a dir poco grottesche: sono stati pescati recentemente siluri di oltre 2 metri e dal peso superiore ai 100kg. Tuttavia, la Regione Toscana ha decretato che queste specie fanno ormai parte di diritto di queste acque, impedendone l’uccisione. Il decreto che fa discutere, poiché questi pesci non sono di gusti tanto raffinati e non disdegnano carcasse di qualsiasi tipo, animali acquatici di ogni genere e addirittura i propri simili, avendo come unico limite le dimensioni della propria bocca.

 

Come insidiare allora questi giganti? Anche noi non dovremo andare per il sottile con la nostra attrezzatura: raccomandiamo un amo del 6/0 ben legato a un trecciato da 50lb, inserito in una bobina ben capiente e su una canna apposita per la pesca al pesce siluro, pescando a fondo con un piombo di 50-100g, meglio se a clip.

Per l’innesco sono consigliati due metodi particolarmente efficaci: se non temete l’odore, l’utilizzo di pezzi di seppia lasciata a macerare qualche tempo attirerà sicuramente qualche goloso pesciolone, mentre un’altra esca molto indicata è un pezzo di rene, di milza o di rognone, soprattutto se freschi e ben intrisi di sangue. Forse le imponenti dimensioni dell’attrezzatura vi faranno sorridere, pensando che stiamo esagerando, ma è stato avvistato un siluro di grosse dimensioni (approssimativamente 80kg) sotto il Ponte Buriano, a pochi km dalla nostra casa vacanze. Le abitudini di questi animali li spingono a essere particolarmente attivi nelle ore serali e notturne, mentre durante il giorno tendono a rimanere nascosti in anfratti o sotto il fango.

L’invaso della Penna

A breve distanza dalla Casa Vacanze, questa distesa d’acqua si estende per oltre 70 ettari, creando un lago molto ambito dai pescatori. Profondo fino a 18 metri, ha una composizione di fondale piuttosto eterogenea: fondali molli e limacciosi si alternano a porzioni rocciose e dure, permettendo la presenza di numerose specie di pesci. Le catture di carpe di ragguardevoli dimensioni (tra i 5 e i 12 kg) non sono infatti rare, ma sono presenti anche savette, cavedani, carassi, scardole, rovelle, alborelle e lasche in ingente quantità. Per quanto questo invaso abbia un habitat decisamente favorevole ai ciprinidi, è stata riscontrata anche la presenza di trote fario, sebbene la loro presenza sia molto esigua. Non mancano tuttavia anche i pesci gatto e recentemente sono stati catturati anche alcuni esemplari di pesce siluro.

 

 

Questo ampio specchio d’acqua è una zona particolarmente ambita da tutti gli amanti del carpfishing: numerose piazzole sono disponibili lungo le rive e i pescatori, oltre ad avere delle consistenti chance di cattura, possono godersi uno scorcio molto suggestivo nella campagna toscana. I periodi migliori sono ovviamente quelli primaverili, in particolare maggio: periodo in cui le carpe sono molto attive in vista della frega. Le tecniche consigliate in questo lago sono la pesca a fondo, innescando mais o boilies, ma l’innesco del pellet è altrettanto redditizio in termini di catture. Nel periodo primaverile questi pesci tendono a avvicinarsi a riva, quindi anche l’utilizzo del galleggiante con i medesimi inneschi riesce a regalare delle belle catture anche a coloro che si approcciano solo adesso al mondo della pesca. Vista la vastità dell’invaso è consigliabile pasturare nello spot che andremo a scegliere per passare la nostra giornata di pesca, stando ben attenti a utilizzare la medesima esca che utilizzeremo poi per l’innesco. Si sconsiglia l’utilizzo e la pastura con il bigattino.

Il torrente Ciuffenna

Questo corso d’acqua ha un particolare rilievo in quest’area, in particolare per quanto riguarda l’ambito della pesca. In questo torrente infatti è possibile incontrare prede molto ambite dai pescatori: trote fario e salmerini.

 

La presenza di salmonidi si riscontra a monte del paese di Loro Ciuffenna, che si trova lungo la strada Setteponti e che dista circa 14km dalla Casa Vacanze. Il Ciuffenna è un torrente particolarmente suggestivo e per questa ragione vorremmo proporvi un’esperienza di pesca davvero singolare: la pesca al tocco, una tecnica è molto antica praticata in Toscana sino a 100 anni fa, che mette il pescatore a pieno contatto con la natura. È molto semplice nella composizione, ma non altrettanto scontata nella messa in pratica.

 

Come si nota anche dalla foto, l’equipaggiamento richiesto è minimale: una canna di bambù, una lenza al cui termine è legato un amo, in cui innescheremo un lombrico.

 

Essendo le acque di questo fiume particolarmente limpide la nostra esca rimarrà ben visibile in acqua e non appena vedremo il pesce inghiottirla arriverà il momento della ferrata.
Attenzione però: anche i pesci tenderanno a notare la nostra presenza! Sarà quindi nostra premura fare in modo di approcciarci al nostro punto di pesca in silenzio e senza sporgerci troppo per non allarmare le nostre prede, tentando magari di mimetizzarci nell’ambiente circostante.

 

Il torrente inoltre presenta una discreta varietà ittica: oltre ai salmonidi, sono presenti abbondanti barbi comuni e tiberini, ghiozzi etruschi e diversi tipi di ciprinidi, tutti pesci insidiabili con questa antica tecnica che regala grandissime soddisfazioni. L’ambiente circostante è quasi da cartolina: cascate e pozze cristalline si fanno largo tra la folta vegetazione. Come il Ciuffenna, l’area presenta molti altri ruscelli, che confluiscono nell’Arno, ma non tutti hanno un’affluenza d’acqua continua durante tutto l’anno.